COVID-19 - La sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini

COVID-19 - La sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini

Messaggi chiave

  • In una popolazione pediatrica internazionale, la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C) si è presentata con un ampia varietà di sintomi.
  • Tra questi sono inclusi sintomi simili a quelli della malattia di Kawasaki e shock rischioso per la vita, ma anche sintomi infiammatori e febbrili di lieve intensità.
  • Lo studio conferma alcuni dati emersi da lavori precedenti, ma è il primo a dimostrare che una durata inferiore dei sintomi prima del ricovero in ospedale si associa a un esito finale peggiore.
  • Servono studi più ampi per descrivere meglio questa nuova patologia, il suo trattamento ottimale e il monitoraggio a lungo termine.

Descrizione dello studio

  • Per lo studio è stata portata a termine una revisione retrospettiva dei dati relativi a 183 bambini (età media 7 anni) che soddisfacevano i criteri della definizione di MIS-C.
  • I pazienti provenivano da 33 ospedali in Europa, Asia e America.
  • I dati sono stati raccolti attraverso una survey elettronica che ha permesso di raccogliere informazioni su dati clinici, di laboratorio ed elettrocardiografici e sulla gestione del trattamento.
    Risultati principali
  • Il 62,3% dei pazienti mostrava prove di infezione da SARS-CoV-2.
  • Alla presentazione, la febbre era presente in tutti i pazienti, i disturbi gastrointestinali nel 63,9% e lo shock nel 43,2%.
  • Lo shock è risultato associato a un'origine africana, a infiammazione più alta e anomalie all’imaging.
  • I pazienti con shock mostravano anche livelli più elevati di frammento aminoterminale del pro peptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP), D-dimero, proteina C-reattiva e ferritina.
  • Il 14,7% dei pazienti soddisfaceva i criteri per la sindrome di Kawasaki: questi pazienti erano più giovani, senza shock, con meno sintomi gastrointestinali, cardiorespiratori o neurologici.
  • Supporto inotropo, ventilazione meccanica e ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) sono risultati indicati, rispettivamente, nel 39,3%, nel 23,5% e nel 2,2% dei pazienti.
  • Una durata inferiore dei sintomi prima del ricovero in ospedale è risultata associata a esiti peggiori e ECMO e/o decesso.
  • Questi rischi sono aumentati, rispettivamente, del 72,3% e del 63,3% per ciascun giorno di riduzione.

Limiti dello studio

  • Per identificare i pazienti è stata utilizzata la definizione più ampia della sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica temporalmente associata a SARS-CoV-2 (PIMS-TC) proposta nel Regno Unito, che non prevede la necessità di dimostrare presenza o esposizione al virus.
  • I sintomi sono stati classificati per macro-gruppi (gastrointestinali, respiratori, cardiovascolari) senza possibilità di ottenere informazioni più dettagliate.

Perché è importante

  • Sin dall’inizio della pandemia molti centri hanno riportato casi di bambini presentatisi con malattia febbrile acuta, infiammazione, sintomi gastrointestinali e complicazioni cardiache, che può portare anche a insufficienza multiorgano, shock e ricovero in terapia intensiva.
  • Nonostante la distribuzione globale di questa sindrome, non sono disponibili studi internazionali che la caratterizzino in dettaglio e che potrebbero aiutare a identificare le migliori strategie di gestione.

Bautista-Rodriguez C, Sanchez-de-Toledo J, et al. Multisystem Inflammatory Syndrome in Children: An International Survey. Pediatrics 2021. Doi: 10.1542/peds.2020-024554

 

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