Non obbligate all’antinfluenzale!

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Una mozione parlamentare presentata da Gelmini e Mandelli chiede al Governo di introdurre l'obbligo di vaccinazione antiinfluenzale per tutte le categorie cui oggi il vaccino è raccomandato, dagli ultrasessantacinquenni ai bambini da 6 mesi di età con malattie croniche, dalle donne in gravidanza ai ricoverati presso strutture per lungodegenti, dagli addetti a servizi pubblici di interesse collettivo a tutti gli operatori sanitari indipendentemente dall’età. Per questa categoria, la cui copertura vaccinale è intorno al 20%, il provvedimento sembra quasi punitivo.

Che dite? È arrivato il momento di agire per cambiare?

Alcune società scientifiche si sono affrettare a chiederne l’estensione a tutti i bambini, anche se non malati, portando così a 11 le vaccinazioni obbligatorie, altre auspicano una vaccinazione antinfluenzale pressoché totale, per tutta la popolazione. Alcune regioni hanno già ordinato in tal senso. Le motivazioni addotte sono rappresentate dalla somiglianza dei sintomi di esordio tra l’influenza stagionale e la Codiv-19, con difficoltà nella diagnosi e aumento del lavoro per i sanitari ed i Pronto Soccorso. Ragionamento ineccepibile, se fossero solo i virus influenzali, sia A o B, i responsabili delle malattie invernali.

Presentando la mozione, i parlamentari confondono l’influenza con le sindromi influenzali, attribuendo alla prima i numeri delle seconde. Facciamo chiarezza, nella speranza che si tenga conto dei dati reali e non della loro surrettizia interpretazione.

La rete InfluNet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il contributo del Ministero della Salute, effettua la sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza e della sindrome simil-influenzale (influenza- like illness, ILI). Da un punto di vista clinico non sono distinguibili: febbre o febbricola, malessere/spossatezza, mal di testa, dolori muscolari, tosse, mal di gola, respiro affannoso.

Nella stagione influenzale 2018/19 il 13,6% della popolazione italiana ha avuto una SINDROME SIMIL-INFLUENZALI (ILI) per un totale di circa 8.072.000 casi. Per distinguerle si ricorre all’analisi virologica che, effettuata su 20.174 campioni, ha individuato 6.401 casi di INFLUENZA, pari al 31,7%[1].

Nelle cinque stagioni precedenti, dal 2013-2014 al 2017-2018, a fronte di 29.796.000 casi complessivi di SINDROMI SIMIL-INFLUENZALI (ILI), sono stati 9.162.000 casi, il 30,7% i casi di INFLUENZA confermati dalle analisi di laboratorio.

Queste percentuali possono essere soggette ad errori perché:

molte persone non ricorrono alle cure del medico per comuni sintomi influenzali che gestiscono e risolvono da soli;
i medici-sentinella, responsabili della sorveglianza, effettuano i tamponi su un numero limitato di pazienti, preferendo quelli che presentano i sintomi più acuti, dove dovrebbe essere maggiore la percentuale di positivi per l’influenza.
Un recente rapporto di Euro-surveillance riporta che su 31.537 soggetti con sintomi di malattia simil-influenzale o infezione respiratoria acuta sottoposti a tampone e analisi RT-PCR, solo 5.300 (17%) erano positivi per i virus influenzali[2].

Responsabili delle SINDROMI SIMIL-INFLUENZALI (ILI) sono altri agenti infettivi che non hanno alcun rapporto con i virus influenzali. Per esempio, tra i bambini (i soggetti percentualmente più colpiti dalle sindromi influenzali) prevalgono il Virus Respiratorio Sinciziale i virus parainfluenzali, i rinovirus[3],[4]. Si stima che la proporzione attribuibile ai virus influenzali in età pediatrica sia inferiore al 10%[5].

La proposta di vaccinare tutti i bambini contro l’influenza fu già avanzata alla vigilia della stagione influenzale 2003-2004, sempre a causa delle somiglianze cliniche, negli stadi iniziali, tra influenza e SARS. Tale provvedimento non fu adottato sia per le differenze epidemiologiche delle due patologie (che rimangono anche nel caso di CODIV-19 che non riguarda, se non marginalmente, i bambini), sia per l’evidenza che le sindromi simil-influenzali, clinicamente indistinguibili, ma sicuramente molto più frequenti sia dell’influenza che della SARS, avrebbe reso la vaccinazione antinfluenzale un provvedimento marginale per una migliore definizione della diagnosi differenziale[6]. La cronaca conferma che fu giusto non adottare quella decisione.

Confondere l’INFLUENZA con le SINDROMI SIMIL-INFLUENZALI (ILI) e sovrapporne i dati, distorce il peso reale della malattia e sovrastima un fenomeno complesso – in termini di assenze da scuola e dal lavoro, di spesa a carico del SSN, di complicanze, ricoveri, morti – che non è attribuibile esclusivamente ai virus influenzali.

La proposta di introdurre l’obbligo vaccinale per una fetta così ampia di popolazione deve basarsi su dati solidi. Se quelli forniti dal Ministero della salute e dall’ISS non sono soddisfacenti per gli estensori della mozione, ne richiedano di più completi, ma non confondano i dati esistenti. Per distinguere le malattie respiratorie acute servono strumenti diagnostici rapidi a disposizione dei medici, occorre potenziare le attività e le strumentazioni dei laboratori di analisi. Esistono test rapidi per la diagnosi di influenza A e B, se venisse realizzato un test RT-PCR per effettuare in modo simultaneo la ricerca dei virus influenzali e SARS-CoV-2[7] avremmo un intervento utile ai fini della diagnosi e meno costoso di un vaccino obbligatorio, della cui efficacia e sicurezza torneremo ad occuparci.

 

[1] https://www.epicentro.iss.it/ben/2019/luglio-agosto/sorveglianza-integrata-influenza-2018-19
[2] Rose A, Kissling E, Emborg HD, Larrauri A, McMenamin J, Pozo F, et al. Interim 2019/20 influenza vaccine effectiveness: six European studies, September 2019 to January 2020. Euro Surveill 2020 Mar 12;25(10).
[3] Schanzer DL, Langley JM, Tam TWS.Hospitalization attributable to influenza and other viral respiratory illnesses in Canadian children. Pediatr Infect Dis J 2006; 25: 795-800.
[4] Kusel MMH, de Klerk NH, Holt PG,et al. Role of respiratory viruses in acute upper and lower respiratory tract illness in the first year of life. Pediatr Infect Dis J 2006; 25: 680-6.
[5] Ministero della Salute. Vaccinazione antinfluenzale di massa in età pediatrica. Quali evidenze abbiamo? Bollettino di informazione sui Farmaci 2003; 5-6: 187-96.
[6] Ministero della Salute. Vaccinazione antinfluenzale di massa in età pediatrica. Quali evidenze abbiamo? Bollettino di informazione sui Farmaci 2003; 5-6: 187-96.
[7] Bellavite P. Obbligo di vaccino antiinfluenzale contro il coronavirus? No grazie Preprint · May 2020 DOI: 10.13140/RG.2.2.22689.43363

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