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La Fondazione per la Salutogenesi aspira al coinvolgimento, nelle sue attività, di liberi cittadini, ritenendo che la salute abbia inizio da scelte individuali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, durante la Conferenza di Alma Ata di trent’anni fa, teorizzò il coinvolgimento dei pazienti/cittadini nella progettazione, erogazione e valutazione dei servizi sanitari.
A tutt’oggi i pazienti/cittadini italiani non sono coinvolti nelle decisioni riguardanti il sistema sanitario o l’organizzazione dei servizi stessi, ma hanno il ruolo passivo di fruitori dei servizi.

Uno degli obiettivi della Fondazione è quello di costruire collaborazioni stabili tra mondo medico-scientifico e cittadini, pazienti e associazioni che perseguano le stesse finalità.

Le persone che collaborano con la Fondazione in forma volontaria avranno l’opportunità di acquisire strumenti che consentano loro di effettuare scelte consapevoli ed informate riguardo alla salute avendo così il controllo sulla propria condizione medica e sui trattamenti ai quali sono sottoposte. Acquisiranno anche conoscenze di carattere organizzativo, clinico, politico, finanziario nel panorama complesso di ciò che oggi viene fatto ricadere sotto il concetto di “salute”.

La Fondazione, attraverso l’équipe multidisciplinare di cui dispone, si prefigge lo scopo di porre in essere tutte le possibili iniziative volte all’affermazione del rispetto della libertà di chi assiste e di chi viene sottoposto a cure, con particolare attenzione al rispetto del consenso informato alla pratica medico-sanitaria ritendendolo un essenziale ed imprescindibile fattore di espressione della libertà del singolo, collocato tra i diritti fondamentali riconosciuti dal nostro ordinamento giuridico.

La partecipazione alle scelte sulle problematiche relative alla salute è un diritto oltre che un dovere del cittadino e le ricerche pubblicate in letteratura indicano che la necessità della presenza di non professionisti nelle sedi in cui si discute di salute e sanità.

Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, vogliamo superare definitivamente il modello paternalistico in medicina in cui il paziente segue passivamente i consigli del medico.
I cittadini si trovano talora in una situazione di svantaggio rispetto ai medici e agli amministratori, molti mancano di competenza, denunciano timore reverenziale nei confronti dei professionisti ed è per colmare alcune di questi vuoti che ci impegniamo nel “tradurre” le pubblicazioni in articoli adatti a qualsiasi lettore, a fornire spunti di riflessione e a costruire dibattiti con il coinvolgimento di figure competenti ed aperte nei confronti del paziente.
E’ operativo un gruppo di cittadini volontari che aiutano nello svolgimento delle attività. 

Per maggiori informazioni o per collaborare compila il modulo scegliendo dal menu “area cittadini”.